La ricostruzione è possibile: l’esempio di Gemona nel Friuli

90725 Gemona 1885Immagini recenti del centro storico di Gemona nel Friuli, ricostruito dopo il terremoto del 6 maggio 1976.
La maglia viaria e la struttura urbana è stata conservata, riproponendo l’andamento plano altimetrico delle strade, le strettoie, gli slarghi preesistenti.
La tipologia delle costruzioni ha mantenuto gli elementi caratterizzanti: volumi, altezze, porticati, distacchi, pieni e vuoti, nel rispetto delle preesistenze, ma con attenzione ai limiti imposti dal rispetto delle normative antisismiche.
Ove possibile, sono stati reinseriti e restaurati elementi originari, lapidei e decorativi.

90725 Gemona 1873
Non si è rinunciato all’inserimento di elementi architettonici, di arredo urbano e decorativi moderni.

http://www.flickr.com/photos/54949370@N00/sets/72157621858301364/

In effetti non tutto si può ricostruire (o ne vale la spesa). Tuttavia, anche dalla bonifica dei ruderi possono nascere spazi urbani utili o gradevoli, in cui è possibile esercitare la memoria collettiva e svolgere attività urbane aggreganti.

Il processo di ricostruzione non è consistito solo nella riedifcazione degli edifici crollati, ma anche nella ricostituzione del tessuto sociale, attraverso la riproposizione, nell’ambiente urbano, delle vestigia del passato, integrate con le inevatibili o opportune sovrapposizioni contemporanee. E la linea di confine tra il vecchio e il nuovo è sempre marcata e visibile, a futura memoria.

Il processo di ricostruzione, che prosegue ancora oggi (si vedano le immagini di recuperi architettonici, nella raccolta seguente) si salda alla attività edilizia tornata alla normalità.

http://www.flickr.com/photos/54949370@N00/sets/72157621882573940/

(Adriano Di Barba, luglio 2009)

2 Responses to “La ricostruzione è possibile: l’esempio di Gemona nel Friuli”


  1. 1 Michela 15 ottobre 2009 alle 21:36

    Buona sera,
    mi chiamo Michela e sono friulana. Anche io sono una figlia del teribile terremoto che colpi’ il friuli nel ’76.
    Pertanto seguo con sgomento quello che succede nella vostra
    amata terra, e mi dispiace molto per tutti i disagi
    che tuttora ci sono.
    Sono lontana da voi, ma costantemente vicina con il pensiero.
    Volevo solo dirvelo.
    UN saluto enorme.

    • 2 versolaquila 16 ottobre 2009 alle 14:43

      Cara Michela, tra gli animatori di questo blog ci sono persone che hanno vissuto da vicino il terremoto del Friuli e hanno partecipato alla sua ricostruzione. Per costoro, il confronto tra le due vicende è inevitabile e doloroso. Se aggiungi che qualcuno di loro ha conosciuto direttamente quella meravigliosa città, vi ha mantenuto amicizie e parentele, osservarne la attuale condizione, è straziante.
      E’ un dovere per tutti noi continuare a mantenere desta l’attenzione e a diffondere la conoscenza e l’informazione su quanto sta accadendo lì.


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